Turchia

“Si perde una guerra quando si finisce per somigliare al proprio nemico”

Tradotto dall’inglese da: Translators for justice Fonte: https://translateforjustice.com/2016/08/03/you-lose-a-war-when-you-resemble-your-enemy/

29 giugno 2016

Can Dündar

Ancora un altro passo e saremmo caduti giù dalla scogliera. Se i cospiratori avessero vinto avrebbero chiuso il parlamento, che avevano già bombardato. Sarebbe stata dichiarata la legge marziale, i comandanti militari lealisti, i rettori universitari, i sindaci e i giudici sarebbero stati eletti in posizioni chiave secondo le liste che i cospiratori del colpo di stato avevano preparato, beffandosi della legge. Nella caccia alle streghe che ne sarebbe susseguita, chiunque avesse tentato di resistere al colpo di stato sarebbe praticamente finito in prigione. Le voci dissidenti nei mezzi di comunicazione sarebbero state messe a tacere con l’arresto dei giornalisti. Sarebbero stati sospesi i rapporti con l’Europa, la pena di morte sarebbe diventata una reale possibilità e all’ordine del giorno ci sarebbero stati la forza bruta e la tortura. Coloro che sono morti durante l’intervento militare sarebbero stati acclamati come eroi e coloro che hanno resistito sarebbero stati seppelliti in un “cimitero di traditori”. Il ponte sul Bosforo sarebbe stato rinominato “ponte della pace in casa” secondo il motto kemalista, senza richiederne il consenso pubblico. (more…)

Appello agli osservatori internazionali del mondo accademico ad assistere al processo contro gli “Accademici per la pace”, Istanbul, 22 aprile 2016

Appello agli osservatori internazionali del mondo accademico ad assistere al processo contro gli “Accademici per la pace”, Istanbul, 22 aprile 2016

Cari amici e colleghi,

da marzo 2016 quattro nostri colleghi – i professori Esra Mungan Gürsoy, Meral Camcı, Kıvanç Ersoy e Muzaffer Kaya – sono detenuti in custodia cautelare, accusati di propaganda terroristica ai sensi dell’articolo 7/2 della legge antiterrorismo turca. (more…)

Insultati, minacciati, licenziati

Tradotto dal tedesco da: Translators for Justice
Fonte: http://www.wissenschaftsmanagement-online.de/system/files/downloads-wimoarticle/1602_WIMO_Beschimpft%2C%20bedroht%2C%20entlassen_DIZDAR.pdf

L’appello per la pace degli accademici turchi e le sue conseguenze

DILEK DIZDAR- L’appello lanciato da circa un migliaio di accademici turchi per porre fine all’intervento militare nelle zone a forte presenza curda sta avendo ripercussioni notevoli per i firmatari e per le università in genere. Ci sono vite a rischio, realtà professionali in fumo e il diniego di poter esprimere un pensiero critico (nei confronti del governo) negli ambienti accademici. Un rapporto sulla situazione. (more…)

Turchia: la detenzione degli accademici intensifica la repressione della libertà di espressione

Traduzione dall’inglese: Translators for Justice
Fonte: https://www.amnesty.org/en/latest/news/2016/01/turkey-detention-of-academics-intensifies-crackdown-on-freedom-of-expression/
15 Gennaio 2016

Amnesty International oggi ha dichiarato che la detenzione di 19 accademici in Turchia rappresenta un ennesimo attacco ai già compromessi diritti di libertà di espressione nel Paese.
L’ondata di arresti è iniziata venerdì, e ha avuto come obiettivo degli accademici che avevano firmato una petizione inneggiante alla pace e critica nei confronti delle operazioni militari turche nel sud-est. I firmatari hanno inoltre subito minacce di morte sui social network e sono stati paragonati a terroristi dal Presidente turco Erdogan.
“Le operazioni militari che avvengono sotto un coprifuoco di 24 ore su 24 stanno procurando enormi sofferenze e gravi violazioni dei diritti umani. Le autorità turche dovrebbero prestare ascolto a coloro che si esprimono, non arrestarli.” (more…)

Arrestati docenti universitari in Turchia: violazione inaccettabile della libertà di espressione

Traduzione dall’inglese: Translators for Justice

Fonte: http://www.pen-international.org/newsitems/turkey-arrest-of-12-academics-is-an-unacceptable-violation-of-freedom-of-expression/

15 gennaio 2016

PEN International ha chiesto il rilascio immediato di 12 docenti universitari in Turchia, arrestati per aver firmato una dichiarazione che condanna gli attacchi sferzati contro i curdi e altri civili, e l’abbandono delle indagini su altri 1.116 docenti.

Il 15 gennaio 2016 le autorità turche hanno fatto arrestare 12 docenti, accusandoli di “fare propaganda per un’organizzazione terroristica” e di “insultare lo Stato”. I 12 arrestati sono fra gli oltre 1.400 accademici che hanno sottoscritto la dichiarazione pubblica “Non parteciperemo a questo crimine, lanciando un appello urgente al governo di Ankara “affinché interrompa il massacro e la deportazione arbitrari di curdi e altri civili nella regione”. Hanno firmato la petizione 1.128 docenti universitari provenienti da ben 90 università turche e altri 355 docenti di tutto il mondo, tra cui Noam Chomsky e Slavoj Žižek. (more…)