libertà di espressione

Appello agli osservatori internazionali del mondo accademico ad assistere al processo contro gli “Accademici per la pace”, Istanbul, 22 aprile 2016

Appello agli osservatori internazionali del mondo accademico ad assistere al processo contro gli “Accademici per la pace”, Istanbul, 22 aprile 2016

Cari amici e colleghi,

da marzo 2016 quattro nostri colleghi – i professori Esra Mungan Gürsoy, Meral Camcı, Kıvanç Ersoy e Muzaffer Kaya – sono detenuti in custodia cautelare, accusati di propaganda terroristica ai sensi dell’articolo 7/2 della legge antiterrorismo turca. (more…)

Insultati, minacciati, licenziati

Tradotto dal tedesco da: Translators for Justice
Fonte: http://www.wissenschaftsmanagement-online.de/system/files/downloads-wimoarticle/1602_WIMO_Beschimpft%2C%20bedroht%2C%20entlassen_DIZDAR.pdf

L’appello per la pace degli accademici turchi e le sue conseguenze

DILEK DIZDAR- L’appello lanciato da circa un migliaio di accademici turchi per porre fine all’intervento militare nelle zone a forte presenza curda sta avendo ripercussioni notevoli per i firmatari e per le università in genere. Ci sono vite a rischio, realtà professionali in fumo e il diniego di poter esprimere un pensiero critico (nei confronti del governo) negli ambienti accademici. Un rapporto sulla situazione. (more…)

Turchia: la detenzione degli accademici intensifica la repressione della libertà di espressione

Traduzione dall’inglese: Translators for Justice
Fonte: https://www.amnesty.org/en/latest/news/2016/01/turkey-detention-of-academics-intensifies-crackdown-on-freedom-of-expression/
15 Gennaio 2016

Amnesty International oggi ha dichiarato che la detenzione di 19 accademici in Turchia rappresenta un ennesimo attacco ai già compromessi diritti di libertà di espressione nel Paese.
L’ondata di arresti è iniziata venerdì, e ha avuto come obiettivo degli accademici che avevano firmato una petizione inneggiante alla pace e critica nei confronti delle operazioni militari turche nel sud-est. I firmatari hanno inoltre subito minacce di morte sui social network e sono stati paragonati a terroristi dal Presidente turco Erdogan.
“Le operazioni militari che avvengono sotto un coprifuoco di 24 ore su 24 stanno procurando enormi sofferenze e gravi violazioni dei diritti umani. Le autorità turche dovrebbero prestare ascolto a coloro che si esprimono, non arrestarli.” (more…)

Arrestati docenti universitari in Turchia: violazione inaccettabile della libertà di espressione

Traduzione dall’inglese: Translators for Justice

Fonte: http://www.pen-international.org/newsitems/turkey-arrest-of-12-academics-is-an-unacceptable-violation-of-freedom-of-expression/

15 gennaio 2016

PEN International ha chiesto il rilascio immediato di 12 docenti universitari in Turchia, arrestati per aver firmato una dichiarazione che condanna gli attacchi sferzati contro i curdi e altri civili, e l’abbandono delle indagini su altri 1.116 docenti.

Il 15 gennaio 2016 le autorità turche hanno fatto arrestare 12 docenti, accusandoli di “fare propaganda per un’organizzazione terroristica” e di “insultare lo Stato”. I 12 arrestati sono fra gli oltre 1.400 accademici che hanno sottoscritto la dichiarazione pubblica “Non parteciperemo a questo crimine, lanciando un appello urgente al governo di Ankara “affinché interrompa il massacro e la deportazione arbitrari di curdi e altri civili nella regione”. Hanno firmato la petizione 1.128 docenti universitari provenienti da ben 90 università turche e altri 355 docenti di tutto il mondo, tra cui Noam Chomsky e Slavoj Žižek. (more…)

Tra pseudonimi e indipendenza: il giornalismo in Iran

Traduzione dall’inglese: Translators for Justice
Fonte: http://www.wefightcensorship.org/es/node/186html.html

Recentemente il sito di informazione iraniano Khabarnegaran.info ha pubblicato un articolo di Nikki Azad intitolato “I giornalisti adulatori del governo”, in cui si condanna la mancanza di neutralità di una parte dei media iraniani dopo l’elezione del presidente Hassan Rouhani. Nikki Azad non è il vero nome dell’autore: i giornalisti di Khabarnegaran utilizzano degli pseudonimi per poter continuare a esprimere in piena libertà la propria opinione.

Fondato nel 2009, Khabarnegaran è un quotidiano online indipendente diretto da giornalisti residenti in Iran che si propone di documentare la vita quotidiana dei giornalisti iraniani e le persecuzioni e gli abusi ai quali sono esposti costantemente. Oggi è una delle principali fonti informative sul giornalismo in Iran. Lo staff ha deciso di ricorrere agli pseudonimi per poter continuare a scrivere liberamente ed evitare così ulteriori persecuzioni.

Nell’articolo “I giornalisti adulatori del governo”, Nikki Azad condanna la tendenza di numerosi giornalisti a idealizzare il nuovo governo. Giornalisti citati nell’articolo quali Ali Asgar Rameznapour e Jilatous Banyaghoub accusano i media iraniani di troppa accondiscendenza. Rameznapour è stato costretto a rifugiarsi all’estero mentre a Banyaghoub, dopo esser stata incarcerata, è stato vietato l’esercizio dell’attività giornalistica per 30 anni. (more…)