Germania

In fuga dalla povertà

Si è iniziato a parlare di migranti che fuggono dalla povertà, ovvero di migranti economici, da quando orde di persone in stato di bisogno hanno iniziato a riversarsi sul nostro territorio. L’espressione suggerisce che queste persone siano esse stesse colpevoli del loro destino, quando invece il nostro benessere contribuisce in maniera decisiva alla loro condizione di nullatenenza. 

di Sven Bensmann

Fonte: http://www.migazin.de/2016/11/08/armutsflüchtige/
Tradotto dal tedesco da: Translators for Justice

Quando si vuole parlare di “migranti” in maniera particolarmente negativa, si finisce prima o poi per utilizzare il termine “migrante economico”, volendo in tal modo prendere le distanze dal concetto di “profugo di guerra” e ricondurre l’emigrazione a una sorta di fallimento personale. (more…)

Senza una famiglia e senza soldi. L’appello dei comuni: urgente bisogno di famiglie affidatarie per profughi minorenni

Tags: rifugiati, crisi dei rifugiati, minori stranieri non accompagnati, diritti dell’infanzia, affidamento di minori, famiglie affidatarie, Germania

Tradotto dal tedesco da Translators for Justice
Fonte: http://www.migazin.de/2015/12/03/ohne-eltern-geld-kommunen-pflegefamilien/

di Leonore Kratz

3 dicembre 2015

Un giovane afgano ha trovato una nuova casa presso una famiglia tedesca. Una situazione temporanea, dato che adesso anche i suoi genitori sono riusciti a raggiungere la Germania. Il numero di minori che arrivano nel Paese e hanno bisogno di aiuto è in continuo aumento.

Per il signor Steffen Meyer (nome inventato) da Hannover la scelta di ospitare un profugo minorenne non accompagnato non è stata così ardua. “Sono un tipo legato alla famiglia e per me è fantastico poter stare a contatto coi giovani, che sono una vera fonte di arricchimento”, afferma il 52enne. A inizio anno uno dei suoi cinque figli ha lasciato la grande casa familiare, mentre allo stesso tempo si andavano intensificando le segnalazioni di profughi minorenni arrivati da soli, senza i genitori. Il signor Meyer e sua moglie hanno conosciuto il 15enne afghano Zubair (nome inventato) attraverso un’associazione di aiuto ai profughi. Non abbiamo esitato un attimo: “Ci prenderemo cura noi di questo ragazzo”. (more…)

I confini dell’Europa. Impronte digitali in Ungheria

16.04.2014
Tradotto dal tedesco da Translators for Justice
Fonte: http://www.migazin.de/2014/04/16/fingerabdruecke-in-ungarn/
Questa è la storia di un’amicizia tra due ragazzi afghani. È una storia che dimostra quanti confini possa improvvisamente avere l’Europa per persone che, come Mehrzad e Ali, non vi appartengono.

Karl Grünberg

L’autobus si ferma, è la penultima fermata, poi non si è più a Berlino. Mehrzad, 19 anni, e Ali, 25, stanno tornando a casa da un corso di tedesco, per il quale devono viaggiare un’ora e mezza attraverso la città. Ridono per qualcosa vista sullo smartphone mentre si dirigono verso il palazzone immerso nell’oscurità. Al terzo e al quinto piano, dalle finestre aperte, brillano le sigarette accese. Dall’interno proviene il rumore delle luci al neon. Non c’è nessun nome sulle porte, solo numeri. I ragazzi ne aprono una ed entrano nella loro nuova casa “a tempo determinato”: due letti, un tavolo, un armadio vuoto e un tappeto. Punto. Le scarpe fuori. Nove mesi fa si sono conosciuti in un centro di accoglienza per profughi e ora vivono insieme. (more…)