Erdogan

“Si perde una guerra quando si finisce per somigliare al proprio nemico”

Tradotto dall’inglese da: Translators for justice Fonte: https://translateforjustice.com/2016/08/03/you-lose-a-war-when-you-resemble-your-enemy/

29 giugno 2016

Can Dündar

Ancora un altro passo e saremmo caduti giù dalla scogliera. Se i cospiratori avessero vinto avrebbero chiuso il parlamento, che avevano già bombardato. Sarebbe stata dichiarata la legge marziale, i comandanti militari lealisti, i rettori universitari, i sindaci e i giudici sarebbero stati eletti in posizioni chiave secondo le liste che i cospiratori del colpo di stato avevano preparato, beffandosi della legge. Nella caccia alle streghe che ne sarebbe susseguita, chiunque avesse tentato di resistere al colpo di stato sarebbe praticamente finito in prigione. Le voci dissidenti nei mezzi di comunicazione sarebbero state messe a tacere con l’arresto dei giornalisti. Sarebbero stati sospesi i rapporti con l’Europa, la pena di morte sarebbe diventata una reale possibilità e all’ordine del giorno ci sarebbero stati la forza bruta e la tortura. Coloro che sono morti durante l’intervento militare sarebbero stati acclamati come eroi e coloro che hanno resistito sarebbero stati seppelliti in un “cimitero di traditori”. Il ponte sul Bosforo sarebbe stato rinominato “ponte della pace in casa” secondo il motto kemalista, senza richiederne il consenso pubblico. (more…)

Insultati, minacciati, licenziati

Tradotto dal tedesco da: Translators for Justice
Fonte: http://www.wissenschaftsmanagement-online.de/system/files/downloads-wimoarticle/1602_WIMO_Beschimpft%2C%20bedroht%2C%20entlassen_DIZDAR.pdf

L’appello per la pace degli accademici turchi e le sue conseguenze

DILEK DIZDAR- L’appello lanciato da circa un migliaio di accademici turchi per porre fine all’intervento militare nelle zone a forte presenza curda sta avendo ripercussioni notevoli per i firmatari e per le università in genere. Ci sono vite a rischio, realtà professionali in fumo e il diniego di poter esprimere un pensiero critico (nei confronti del governo) negli ambienti accademici. Un rapporto sulla situazione. (more…)

Insultos, amenazas y despidos. El llamamiento a la paz de los académicos turcos y sus consecuencias

Traducción del alemán por Translators for Justice

Fuente: http://www.forschung-und-lehre.de/wordpress/?p=20403

Dilek Dizdar

Febrero de 2016

El llamamiento a través del cual más de mil científicos en Turquía exigen el final de las operaciones militares efectuadas en las regiones con población predominantemente kurda está teniendo graves consecuencias tanto para los firmantes como para las universidades turcas en general. Sobre la vida de los firmantes y su integridad física se ciernen latentes amenazas; su vida profesional ha sido sesgada; el pensamiento crítico (con el gobierno) ha sido expulsado de las universidades. A continuación presentamos un informe sobre la situación. (more…)

Mi vida tras la petición de paz al gobierno turco. Testimonio de Latife Akyüz, una de las firmantes de Académicos por la paz

Fuente: BBC Türkçe, http://www.bbc.com/turkce/haberler/2016/01/160123_akademisyen

Traducido por Translators for Justice

23 de enero 2016

La socióloga turca Latife Akyüz es profesora asociada en la Universidad de Düzce (Turquía) y una de las firmantes de la petición Académicos por la paz, en la cual se exige el final de las acciones militares en las regiones de población mayoritariamente kurda. Actualmente ha sido despedida de la Universidad de Düzce y se le ha impuesto una orden de detención. En este artículo para la BBC Turquía Latife Akyüz describe cómo ha cambiado su vida en el transcurso de tres días. (more…)

Turchia: la detenzione degli accademici intensifica la repressione della libertà di espressione

Traduzione dall’inglese: Translators for Justice
Fonte: https://www.amnesty.org/en/latest/news/2016/01/turkey-detention-of-academics-intensifies-crackdown-on-freedom-of-expression/
15 Gennaio 2016

Amnesty International oggi ha dichiarato che la detenzione di 19 accademici in Turchia rappresenta un ennesimo attacco ai già compromessi diritti di libertà di espressione nel Paese.
L’ondata di arresti è iniziata venerdì, e ha avuto come obiettivo degli accademici che avevano firmato una petizione inneggiante alla pace e critica nei confronti delle operazioni militari turche nel sud-est. I firmatari hanno inoltre subito minacce di morte sui social network e sono stati paragonati a terroristi dal Presidente turco Erdogan.
“Le operazioni militari che avvengono sotto un coprifuoco di 24 ore su 24 stanno procurando enormi sofferenze e gravi violazioni dei diritti umani. Le autorità turche dovrebbero prestare ascolto a coloro che si esprimono, non arrestarli.” (more…)