diritti delle donne

Donne egiziane: depresse o oppresse?

Tradotto dall’inglese da: Translators for Justice

Fonte: https://www.opendemocracy.net/5050/sophie-anmuth/egyptian-women-depression-or-oppression

di Sophie Anmuth

26 settembre 2016

Le donne in Egitto non hanno smesso di spingere verso il cambiamento ma si sono trovate a dover sostenere il peso psicologico derivante dalle pressioni di una società e di una politica postrivoluzionarie rigide.

“Quando non ci sono lezioni la mia famiglia non mi fa uscire e mi sento come in prigione. È da tanto tempo che sono depressa, ma la mia famiglia non mi permette di cercare aiuto”, spiega Hagar (nome finto), 23 anni, iscritta alla facoltà di lettere e filosofia dell’università del Cairo. “Mio padre mi picchia perché è in disaccordo con me su tutto quello che penso, sulla società e sulla politica. L’unica via d’uscita che vedo è provare ad evitare il matrimonio e andare via da casa, ma per ora non posso neanche provare a proporlo alla mia famiglia.” Hagar è una delle tante donne egiziane che soffrono di depressione o altri disturbi psicologici derivanti dal desiderio di scrollarsi di dosso il peso della tradizione e delle aspettative che le famiglie e la società hanno nei loro confronti. (more…)

Negata richiesta d’asilo a un’adolescente a rischio MGF

Tradotto dall’inglese da Translators for Justice
Fonte: http://newint.org/features/web-exclusive/2013/09/30/fgm-asylum-denied/

Perché la Gran Bretagna minaccia di rimandare nel suo paese una ragazza nigeriana, ponendola di fronte a una probabile mutilazione dei propri genitali? si chiede Mischa Wilmers.
Olayinka aveva 14 anni quando venne a vivere in Gran Bretagna con la madre e due fratelli. Fuggì dalla Nigeria nel 2009, dopo aver subito alcuni tentativi di rapimento e di mutilazione dei genitali femminili (MGF).

Secondo l’UNICEF, più di 30 milioni di bambine sono a rischio MGF nel prossimo decennio e circa 125 milioni di donne hanno già subito questa pratica. Olayinka è stata una delle fortunate a evitarla, o almeno così pensava. Tre anni dopo, la famiglia si ritrova coinvolta in una battaglia legale contro il rimpatrio, dopo che l’Agenzia britannica di frontiera (UK Border Agency) ha respinto la loro richiesta d’asilo. (more…)

“Campo di sfruttamento“ per i curdi fuggiti dalla Siria!

15.8.2013
Tradutto da Translators for Justice
Fonte: http://t24.com.tr/haber/suriyeden-kacan-kurtler-icin-istanbulda-somuru-kampi-kurulmus/237026

Vittime della guerra, persone senza casa, senza cibo, senza nemmeno la possibilità di essere in lutto per le loro famiglie, sbattute a destra e a sinistra, addirittura vendute, costrette alla prostituzione, all’elemosina e alla schiavitù. E tutto questo davanti ai nostri occhi. (more…)