Repression

Cuando te pareces al enemigo, has perdido la guerra

29 de julio 2016

Can Dündar

Traducido del turco por translators for justice.

Fuente: http://www.cumhuriyet.com.tr/koseyazisi/576003/Dusmanina_benzeyen_savasi_kaybeder.html

Un paso más y nos habríamos precipitado por el barranco. Si los golpistas hubiesen logrado la victoria, habrían acabado con el Parlamento, previamente bombardeado. Se habría declarado la Ley marcial. Comandantes, rectores de universidades, alcaldes y jueces simpatizantes con los golpistas habrían sido nombrados con altos cargos, siguiendo los listados que los mismos sublevados habrían elaborado y ninguneando la ley. Se habría desencadenado una caza de brujas que habría llevado a la cárcel no solo a aquellos que se opusieron al golpe. Con el fin de silenciar las voces discrepantes en los medios de comunicación, se habría arrestado a periodistas. Toda relación con Europa se habría roto. La pena de muerte se convertiría en una realidad y la aplicación de la fuerza y la tortura estarían al orden del día. Los golpistas muertos durante la intervención militar serían recordados como héroes, y se enterraría en un “cementerio de traidores” a quienes opusieron resistencia. Incluso el Puente del Bósforo habría visto cambiado su nombre por “Puente de la paz en casa”, siguiendo un lema kemalista y sin el consentimiento público. (more…)

Lengua, paz , Necmiye Alpay

Traducción del turco por translate for justice
Fuente: http://www.birikimdergisi.com/haftalik/7915/dil-baris-necmiye-alpay#.V9l0VpMrL0G

20.08.2016

Tanıl Bora

Atatürk (también llamado Mustafa Kemal Pascha) menospreciaba el uso de palabras turcas de origen árabe e incentivaba la utilización de palabras de origen turco.
La revista turca Lacivert publica en la mayoría de sus números una encuesta en la que participan autores conservadores y/o islamistas. Entre las preguntas se encuentra: “¿Qué palabras evita utilizar al escribir?” Algunos no muerden el anzuelo; otros mencionan palabras de origen puramente turco que tienden a sustituir por préstamos de otras lenguas.

En Turquía la guerra por la lengua, sin llegar a ser tan intensa como entre 1960 y 1980, continúa candente. Escuchando solo unas palabras es posible situar a muchos de los partidarios de uno u otro bando. (more…)

Donne egiziane: depresse o oppresse?

Tradotto dall’inglese da: Translators for Justice

Fonte: https://www.opendemocracy.net/5050/sophie-anmuth/egyptian-women-depression-or-oppression

di Sophie Anmuth

26 settembre 2016

Le donne in Egitto non hanno smesso di spingere verso il cambiamento ma si sono trovate a dover sostenere il peso psicologico derivante dalle pressioni di una società e di una politica postrivoluzionarie rigide.

“Quando non ci sono lezioni la mia famiglia non mi fa uscire e mi sento come in prigione. È da tanto tempo che sono depressa, ma la mia famiglia non mi permette di cercare aiuto”, spiega Hagar (nome finto), 23 anni, iscritta alla facoltà di lettere e filosofia dell’università del Cairo. “Mio padre mi picchia perché è in disaccordo con me su tutto quello che penso, sulla società e sulla politica. L’unica via d’uscita che vedo è provare ad evitare il matrimonio e andare via da casa, ma per ora non posso neanche provare a proporlo alla mia famiglia.” Hagar è una delle tante donne egiziane che soffrono di depressione o altri disturbi psicologici derivanti dal desiderio di scrollarsi di dosso il peso della tradizione e delle aspettative che le famiglie e la società hanno nei loro confronti. (more…)

“Si perde una guerra quando si finisce per somigliare al proprio nemico”

Tradotto dall’inglese da: Translators for justice Fonte: https://translateforjustice.com/2016/08/03/you-lose-a-war-when-you-resemble-your-enemy/

29 giugno 2016

Can Dündar

Ancora un altro passo e saremmo caduti giù dalla scogliera. Se i cospiratori avessero vinto avrebbero chiuso il parlamento, che avevano già bombardato. Sarebbe stata dichiarata la legge marziale, i comandanti militari lealisti, i rettori universitari, i sindaci e i giudici sarebbero stati eletti in posizioni chiave secondo le liste che i cospiratori del colpo di stato avevano preparato, beffandosi della legge. Nella caccia alle streghe che ne sarebbe susseguita, chiunque avesse tentato di resistere al colpo di stato sarebbe praticamente finito in prigione. Le voci dissidenti nei mezzi di comunicazione sarebbero state messe a tacere con l’arresto dei giornalisti. Sarebbero stati sospesi i rapporti con l’Europa, la pena di morte sarebbe diventata una reale possibilità e all’ordine del giorno ci sarebbero stati la forza bruta e la tortura. Coloro che sono morti durante l’intervento militare sarebbero stati acclamati come eroi e coloro che hanno resistito sarebbero stati seppelliti in un “cimitero di traditori”. Il ponte sul Bosforo sarebbe stato rinominato “ponte della pace in casa” secondo il motto kemalista, senza richiederne il consenso pubblico. (more…)

Sprache, Frieden, Necmiye Alpay

Aus dem Türkischen übersetzt von translate for justice
Quelle: http://www.birikimdergisi.com/haftalik/7915/dil-baris-necmiye-alpay#.V9l0VpMrL0G

20.8.2016

Tanıl Bora

Atatürk (oder Mustafa Kemal Pascha) soll in einem Gespräch, wo einer seiner Vetrauten den aktuellen Zeitungsartikel von Falih Rıfkı lobte,  erwidert haben:”Aber unsere Wörter kommen nicht vor”. Gemeint waren die neutürkischen Wörter.

Die Zeitschrift Lacivert veröfffentlicht in fast jeder Ausgabe ein Interview mit konservativen/islamisch orientierten AutorInnen und fragt sie nach unliebsamen Wörtern. Manche lassen sich nicht darauf ein, andere geben ohne zu Zögern eine Reihe von neutürkischen Synonymen von Wörter an, denen sie die osmanische Variante oder Lehnwörter aus anderen Sprachen (wie ‘teori’ für ‘Theorie’ statt des türkischen ‘kuram’) vorziehen.

Wenn auch nicht so stark wie zwischen 1960 und 1980, dauert der Sprachkrieg in der Türkei noch an. Viele ordnen ihr Gegenüber schon nach den ersten Worten in eine Schublade ein. (more…)