Forced Migration

Impegno creativo per i diritti umani

Tradotto dal tedesco da: Translators for Justice
Fonte: http://www.migazin.de/2015/12/11/kreatives-engagement-fuer-menschenrechte/

di Delia Friess

11 dicembre 2015

Le opere teatrali documentaristiche della “Bühne für Menschenrechte” (“Teatro per i diritti umani”) raccontano biografie ed esperienze di richiedenti asilo. Anche la pièce “Asyl-Dialoge” (“Dialoghi sull’asilo”), così come la prima produzione “Asyl-Monologe” (“Monologhi sull’asilo”), viene rappresentata in tutta la Germania. 

Venerdì scorso la “Bühne für Menschenrechte” ha ricevuto per le opere teatrali documentaristiche “Asyl-Monologe” e “Asyl-Dialoge” il premio Amadeu Antonio per l’impegno creativo per i diritti umani, contro il razzismo e la discriminazione. Il premio, che ammonta a 3.000 euro, viene assegnato dalla fondazione Amadeu Antonio e dalla città di Eberswalde, ed è stato conferito per la prima volta nel 2015. Il premio è dedicato ad Amadeu Antonio, che 25 anni fa è stato aggredito dai neonazisti ed è morto per le ferite riportate. (more…)

Senza una famiglia e senza soldi. L’appello dei comuni: urgente bisogno di famiglie affidatarie per profughi minorenni

Tags: rifugiati, crisi dei rifugiati, minori stranieri non accompagnati, diritti dell’infanzia, affidamento di minori, famiglie affidatarie, Germania

Tradotto dal tedesco da Translators for Justice
Fonte: http://www.migazin.de/2015/12/03/ohne-eltern-geld-kommunen-pflegefamilien/

di Leonore Kratz

3 dicembre 2015

Un giovane afgano ha trovato una nuova casa presso una famiglia tedesca. Una situazione temporanea, dato che adesso anche i suoi genitori sono riusciti a raggiungere la Germania. Il numero di minori che arrivano nel Paese e hanno bisogno di aiuto è in continuo aumento.

Per il signor Steffen Meyer (nome inventato) da Hannover la scelta di ospitare un profugo minorenne non accompagnato non è stata così ardua. “Sono un tipo legato alla famiglia e per me è fantastico poter stare a contatto coi giovani, che sono una vera fonte di arricchimento”, afferma il 52enne. A inizio anno uno dei suoi cinque figli ha lasciato la grande casa familiare, mentre allo stesso tempo si andavano intensificando le segnalazioni di profughi minorenni arrivati da soli, senza i genitori. Il signor Meyer e sua moglie hanno conosciuto il 15enne afghano Zubair (nome inventato) attraverso un’associazione di aiuto ai profughi. Non abbiamo esitato un attimo: “Ci prenderemo cura noi di questo ragazzo”. (more…)

Il premio Beethoven al pianista e profugo Aeham Ahmad: Tra le rovine di Yarmouk

Tradotto dal tedesco da: Translators for Justice
Fonte: http://www.general-anzeiger-bonn.de/bonn/kultur/in-den-ruinen-von-jarmuk-article1751402.html

27 ottobre 2015

Di Bernhard Hartmann

Tra le macerie del campo profughi palestinese di Yarmouk a Damasco, in Siria, Aeham Ahmad ha suonato al pianoforte Bach, Beethoven, Mozart e moltissime canzoni per bambini scritte da lui.

Ha suonato e cantato, come se la musica fosse un mantra, per spingere le persone a non andar via. Il campo di Yarmouk fu costruito alla fine degli anni Cinquanta, ma nel tempo è venuto più che altro a costituire un vero e proprio quartiere della città, con case e un’infrastruttura funzionante. (more…)

Il piccolo villaggio in Libano che accoglie più rifugiati della Gran Bretagna

Traduzione dall’inglese: Translators for Justice

Fonte: http://newint.org/features/web-exclusive/2015/10/15/lebanese-village-takes-more-refugees-than-britain/

15 ottobre 2015

Dopo quattro anni di guerra in Siria, una persona su quattro in Libano è un rifugiato siriano.

Un villaggio ospita 5000 siriani, più di quanti il Regno Unito abbia promesso di accoglierne in un anno. Il racconto di Michaela Whitton.

“Quindi tu sostieni la causa siriana?” Chiede con tono aggressivo Michel, tassista di Beirut, mentre sfreccia per le strade della capitale libanese. In apparenza incurante dell’ambiguità della sua reazione a una semplice richiesta di citazione, la filippica xenofoba di Michel finisce per incolpare i siriani di tutti i problemi del Libano, evidenziando le crescenti tensioni in questo paese sopraffatto. (more…)

Nuove perizie sostengono l’ipotesi di omicidio Oury Jalloh assassinato mentre era in custodia della polizia?

Traduzione dal tedesco: Translators for Justice
Fonte: http://www.migazin.de/2015/10/28/fall-oury-jalloh-gedenk-initiative/

28 ottobre 2015

Sempre più dubbia la tesi del suicidio avanzata dalla polizia nel caso Oury Jalloh. Perizie aggiornate dimostrano che il coinvolgimento di terzi è più probabile del suicidio.

Secondo l’iniziativa in memoria di Oury Jalloh, tre nuove perizie sosterrebbero l’ipotesi che nella morte del rifugiato originario della Sierra Leone siano coinvolte terze persone. Sembrerebbe “più probabile” che dieci anni fa non sia stato Jalloh ad appiccare il fuoco nella sua cella, ha commentato da Berlino Thomas Ndindah, membro dell’iniziativa. L’iniziativa ha incaricato esperti in materia di incendi, un tossicologo londinese e un medico legale canadese di effettuare le perizie per circa 20.000 euro. (more…)