Author: translatejustice

Poesía de jóvenes refugiados. Mis ojos han visto los colores de la desgracia

Traducido del alemán por translators for justice

Fuente: Poesie junger Geflüchteter von The Poetry Project, zum ersten Mal vorgetragen im BOX Freiraum Berlin (www.ThePoetryProject.de)

Dejé mi patria, mi amado hogar.
Los recuerdos se entremezclan como el cielo y el mar
ardiendo en lo más profundo de mi cuerpo.
La madre se despidió de mi llorando,
se acabó el sufrimiento, pensaba.
Preparé mis cosas y me puse en camino.
Mi cuerpo y mi alma, los entregué a la mar. (more…)

Tweets on “Operation Olive Branch”: charges against the translator for “terrorist propaganda”

Translated from Turkish by Translators for Justice

Source: http://www.diken.com.tr/twitterda-zeytin-dali-paylasimlari-cevirmene-teror-propagandasindan-dava/

Sebla Küçük, known on Twitter for her translations of the case of “U.S. v Atilla”, has been brought charges due to her translations of English news sources regarding the “Operation Olive Branch” on the grounds of terrorist propaganda.

Küçük translated into Turkish the tweets of American reporters following the trials in which Hakan Atilla, former executive at Halkbank, was sentenced to 32 months in prison last December in New York. Iranian-Turkish businessman Reza Zarrab became key witness in the trial that was followed by thousands of people. (more…)

Lengua, paz , Necmiye Alpay

Traducción del turco por translate for justice
Fuente: http://www.birikimdergisi.com/haftalik/7915/dil-baris-necmiye-alpay#.V9l0VpMrL0G

20.08.2016

Tanıl Bora

Atatürk (también llamado Mustafa Kemal Pascha) menospreciaba el uso de palabras turcas de origen árabe e incentivaba la utilización de palabras de origen turco.
La revista turca Lacivert publica en la mayoría de sus números una encuesta en la que participan autores conservadores y/o islamistas. Entre las preguntas se encuentra: “¿Qué palabras evita utilizar al escribir?” Algunos no muerden el anzuelo; otros mencionan palabras de origen puramente turco que tienden a sustituir por préstamos de otras lenguas.

En Turquía la guerra por la lengua, sin llegar a ser tan intensa como entre 1960 y 1980, continúa candente. Escuchando solo unas palabras es posible situar a muchos de los partidarios de uno u otro bando. (more…)

Donne egiziane: depresse o oppresse?

Tradotto dall’inglese da: Translators for Justice

Fonte: https://www.opendemocracy.net/5050/sophie-anmuth/egyptian-women-depression-or-oppression

di Sophie Anmuth

26 settembre 2016

Le donne in Egitto non hanno smesso di spingere verso il cambiamento ma si sono trovate a dover sostenere il peso psicologico derivante dalle pressioni di una società e di una politica postrivoluzionarie rigide.

“Quando non ci sono lezioni la mia famiglia non mi fa uscire e mi sento come in prigione. È da tanto tempo che sono depressa, ma la mia famiglia non mi permette di cercare aiuto”, spiega Hagar (nome finto), 23 anni, iscritta alla facoltà di lettere e filosofia dell’università del Cairo. “Mio padre mi picchia perché è in disaccordo con me su tutto quello che penso, sulla società e sulla politica. L’unica via d’uscita che vedo è provare ad evitare il matrimonio e andare via da casa, ma per ora non posso neanche provare a proporlo alla mia famiglia.” Hagar è una delle tante donne egiziane che soffrono di depressione o altri disturbi psicologici derivanti dal desiderio di scrollarsi di dosso il peso della tradizione e delle aspettative che le famiglie e la società hanno nei loro confronti. (more…)

“Si perde una guerra quando si finisce per somigliare al proprio nemico”

Tradotto dall’inglese da: Translators for justice Fonte: https://translateforjustice.com/2016/08/03/you-lose-a-war-when-you-resemble-your-enemy/

29 giugno 2016

Can Dündar

Ancora un altro passo e saremmo caduti giù dalla scogliera. Se i cospiratori avessero vinto avrebbero chiuso il parlamento, che avevano già bombardato. Sarebbe stata dichiarata la legge marziale, i comandanti militari lealisti, i rettori universitari, i sindaci e i giudici sarebbero stati eletti in posizioni chiave secondo le liste che i cospiratori del colpo di stato avevano preparato, beffandosi della legge. Nella caccia alle streghe che ne sarebbe susseguita, chiunque avesse tentato di resistere al colpo di stato sarebbe praticamente finito in prigione. Le voci dissidenti nei mezzi di comunicazione sarebbero state messe a tacere con l’arresto dei giornalisti. Sarebbero stati sospesi i rapporti con l’Europa, la pena di morte sarebbe diventata una reale possibilità e all’ordine del giorno ci sarebbero stati la forza bruta e la tortura. Coloro che sono morti durante l’intervento militare sarebbero stati acclamati come eroi e coloro che hanno resistito sarebbero stati seppelliti in un “cimitero di traditori”. Il ponte sul Bosforo sarebbe stato rinominato “ponte della pace in casa” secondo il motto kemalista, senza richiederne il consenso pubblico. (more…)