Arrestati docenti universitari in Turchia: violazione inaccettabile della libertà di espressione

Traduzione dall’inglese: Translators for Justice

Fonte: http://www.pen-international.org/newsitems/turkey-arrest-of-12-academics-is-an-unacceptable-violation-of-freedom-of-expression/

15 gennaio 2016

PEN International ha chiesto il rilascio immediato di 12 docenti universitari in Turchia, arrestati per aver firmato una dichiarazione che condanna gli attacchi sferzati contro i curdi e altri civili, e l’abbandono delle indagini su altri 1.116 docenti.

Il 15 gennaio 2016 le autorità turche hanno fatto arrestare 12 docenti, accusandoli di “fare propaganda per un’organizzazione terroristica” e di “insultare lo Stato”. I 12 arrestati sono fra gli oltre 1.400 accademici che hanno sottoscritto la dichiarazione pubblica “Non parteciperemo a questo crimine, lanciando un appello urgente al governo di Ankara “affinché interrompa il massacro e la deportazione arbitrari di curdi e altri civili nella regione”. Hanno firmato la petizione 1.128 docenti universitari provenienti da ben 90 università turche e altri 355 docenti di tutto il mondo, tra cui Noam Chomsky e Slavoj Žižek.

La Procura di Istanbul ha avviato indagini su tutti i 1.128 firmatari turchi. Se condannati, rischierebbero da uno a cinque anni di carcere.

Secondo l’agenzia di informazione turca Anadolu, i docenti sono stati trattenuti nel corso di blitz avvenuti nelle loro case alle prime ore del mattino. Le autorità turche hanno emesso un mandato di arresto per altri nove accademici. I 21 docenti provengono tutti dall’università di Kocaeli a nord-ovest della Turchia.

Il presidente Recep Tayyip Erdoğan ha denunciato pubblicamente il gruppo durante un suo discorso televisivo, accusandoli di “tradimento” e di formare una “quinta colonna” di poteri stranieri che cercano di minare la sicurezza nazionale turca.

La campagna delle autorità turche contro i firmatari di questa dichiarazione è un ennesimo esempio dell’intolleranza crescente nei confronti di chi nel Paese esprime posizioni critiche, con conseguenze sempre più gravi per la libertà di espressione. L’organizzazione PEN chiede alla Turchia di porre immediatamente fine al giro di vite contro le voci dissidenti e di adempiere ai propri obblighi di rispettare il diritto alla libertà di espressione.

Per ulteriori informazioni contattare Sahar Halaimzai: Sahar.halaimzai@pen-international.org | 0044 (0)207 405 0338

 

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