Impegno creativo per i diritti umani

Tradotto dal tedesco da: Translators for Justice
Fonte: http://www.migazin.de/2015/12/11/kreatives-engagement-fuer-menschenrechte/

di Delia Friess

11 dicembre 2015

Le opere teatrali documentaristiche della “Bühne für Menschenrechte” (“Teatro per i diritti umani”) raccontano biografie ed esperienze di richiedenti asilo. Anche la pièce “Asyl-Dialoge” (“Dialoghi sull’asilo”), così come la prima produzione “Asyl-Monologe” (“Monologhi sull’asilo”), viene rappresentata in tutta la Germania. 

Venerdì scorso la “Bühne für Menschenrechte” ha ricevuto per le opere teatrali documentaristiche “Asyl-Monologe” e “Asyl-Dialoge” il premio Amadeu Antonio per l’impegno creativo per i diritti umani, contro il razzismo e la discriminazione. Il premio, che ammonta a 3.000 euro, viene assegnato dalla fondazione Amadeu Antonio e dalla città di Eberswalde, ed è stato conferito per la prima volta nel 2015. Il premio è dedicato ad Amadeu Antonio, che 25 anni fa è stato aggredito dai neonazisti ed è morto per le ferite riportate.

Nelle opere teatrali documentaristiche della “Bühne für Menschenrechte” vengono raccontate biografie ed esperienze di richiedenti asilo. Così come la prima produzione “Asyl-Monologe”, anche la pièce “Asyl-Dialoge”, portata in scena per la prima volta nel gennaio del 2015, è rappresentata in tutta la Germania. Entrambe le opere teatrali sono già state eseguite più di 350 volte e sono attualmente in scena nell’ambito di una tournée in Sassonia.

“Non vorreste mai sapere cos’è la guerra”. Gli spettatori del teatro Heimathafen Neukölln di Berlino ascoltano le esperienze di Rajana, fuggita in Germania dalla Repubblica ceca. Il suo racconto viene recitato fedelmente, sebbene in forma accorciata. Il regista Michael Ruf e la sua squadra hanno intervistato persone che sono dovute fuggire dalla propria patria. Le opere teatrali possono creare o aumentare la consapevolezza riguardo alla situazione dei richiedenti asilo in Germania e in Europa. Gli intervistati hanno detto che per loro non hanno importanza la nazionalità, il colore della pelle o la religione degli attori che raccontano le storie, aggiunge il regista.

Accanto alle varie biografie si ascoltano racconti su pericoli di morte, guerre, persecuzioni politiche, prigionie e fughe; ma anche sulle violazioni dei diritti umani sul suolo dell’Unione Europea, come la tortura in una prigione bulgara; sulle esperienze con il sistema di asilo tedesco e con le autorità tedesche. “Scappi dal tuo paese e arrivi in un altro paese, e poi succedono cose del genere”, dice Ali dal Togo. Vengono raccontate anche storie piene di speranza, come quella di Safiye, che dopo undici anni di detenzione in una prigione turca ha avuto due bambini in Germania.

Come si possono trasmettere messaggi a persone in Europa, che vivono a spese di interi continenti, in un momento in cui i partiti di destra e i movimenti populisti sono in ripresa e si costruiscono recinti? La “Bühne für Menschenrechte” organizza una rete di attori e musicisti per rappresentare le opere “Asyl-Monologe” e “Asyl-Dialoge” nel maggior numero possibile di luoghi, con una compagnia variabile e con attori regionali. Non viene utilizzata nessuna scenografia e nessun accessorio di scena. Gli attori nell’Heimathafen Neukölln di Berlino scompaiono dietro ai testi, e proprio per questo le parole si trasformano in immagini opprimenti.

La “Bühne für Menschenrechte” ha preso a modello l’organizzazione britannica “Actors for Human Rights”, le cui rappresentazioni sono già state viste da più di 10.000 persone. Secondo Ruf, la reazione degli spettatori è enorme. Molte persone, dopo aver assistito alla rappresentazione, hanno deciso di occuparsi maggiormente di temi legati all’asilo e di impegnarsi contro le violazioni dei diritti umani.

 

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