Ancora donne schiavizzate e deportate in Siria dai terroristi dell‘Isis

29 ottobre 2014
Traduzione dal tedesco: Translators for Justice
Fonte: http://ezidipress.com/blog/is-terroristen-verschleppen-weitere-versklavte-frauen-nach-syrien/

MOSUL – In seguito alle recenti sconfitte nel nord dell’Iraq, sembra che la milizia terroristica Stato Islamico (Isis) continui a deportare in Siria donne ridotte in schiavitù. Gli informatori del sito ÊzîdîPress, che sono in contatto con testimoni oculari nei villaggi e nelle città in questione, confermano che già da due giorni i terroristi rapiscono e portano via con bus e altri mezzi di trasporto donne e bambini yazidi.

“Sono arrivati con grandi bus e hanno caricato donne e bambine. Non ho idea di dove le abbiano portate”, riferisce al telefono un testimone oculare locale. Una delle donne rapite, con le quali il nostro corrispondente ha avuto la possibilità di parlare prima dell’accaduto, ha confermato infine che le avrebbero portate in Siria: “Li ho sentiti scherzare tra di loro, hanno detto che ci avrebbero portato in Siria, esposte e vendute ai loro “fratelli”. Ho paura, tutte noi abbiamo paura.”

Per ragioni di sicurezza non possono essere resi noti i nomi esatti dei luoghi in questione. Possiamo tuttavia accertare che si tratta di famiglie, donne e bambini tenuti prigionieri nelle città e nei comuni di Mosul, Tal Afar, Baaj, Kucho e nelle regioni del governatorato di Al-Anbār. Secondo le stime dei residenti della zona, soprattutto arabi sunniti, sarebbero circa 800 le donne e i bambini yazidi detenuti nella città di Mosul, a Tal Afar fino a 450, circa 250 famiglie nel Kasir A., 600 persone nella regione del Kucho e quasi 1500 nelle carceri di Baaj. Altri sono trattenuti prigionieri nei pressi di Bagdad.

Il motivo di questi ulteriori rapimenti potrebbe essere fatto risalire alle perdite di territori sempre più numerosi da parte dell’Isis e agli attacchi aerei nel nord dell’Iraq. Già due giorni fa, un corrispondente del sito di informazione ÊzîdîPress ha riferito di scene di panico e terrore nella città di Tal Afar. Dopo bombardamenti a tappeto e perdite nelle zone di Zummar, Sinjar, Mosul e a sud di Mosul, i terroristi dell’Isis avrebbero fatto irruzione a bordo di veicoli in regioni non note.

Secondo le stime, sarebbero più di 7.000 le donne e i bambini nelle mani dell’Isis, che in una rivista giustifica il “ritorno della schiavitù” delle donne come “bottino di guerra” definendola in linea con il diritto islamico. Le vittime vengono spartite tra i miliziani dell’Isis e vendute come merce. Le donne (tra cui numerose minorenni) sono state rapite il 3 agosto, dopo l’irruzione da parte della milizia terroristica nella zona d’insediamento principale yazida di Sinjar nel nord dell’Iraq. A essere nelle mani dei terroristi non sono soltanto donne yazide, ma anche sciite e cristiane.

Nei mesi scorsi le donne e le ragazze liberate hanno rivelato nei loro racconti la brutalità degli estremisti, suscitando orrore e indignazione in tutto il mondo. Le donne prigioniere vengono violentate più volte al giorno, obbligate a sposarsi con terroristi dell’Isis e rivendute come schiave del sesso. Per esempio, a Raqqa, roccaforte siriana della milizia terroristica, gli attivisti hanno confermato il traffico di donne yazide.

Benché la maggior parte di donne e bambini venga trattenuta in luoghi conosciuti, la loro liberazione risulta estremamente difficile. Spesso ad occuparsene sono arabi sunniti, che “comprano” le donne per riconsegnarle poi alle loro famiglie. Tuttavia, non sono ancora stati presi dei provvedimenti effettivi per la loro liberazione.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s