Repressione senza precedenti in Azerbaigian: imprigionati i leader chiave della società civile

09.08.2014
Tradotto Traduzione dall’inglese: Translators for Justice
Fonte: http://humanrightshouse.org/Articles/20335.html

Le autorità dell’Azerbaigian stanno conducendo una repressione senza precedenti contro la società civile arrestando, uno dopo l’altro, le principali voci critiche dei gruppi dirigenti del paese. I conti bancari di oltre una dozzina di organizzazioni non governative sono stati bloccati e i loro uffici perquisiti. La comunità internazionale dovrebbe mettere in atto urgentemente tutte le misure necessarie per proteggere i difensori dei diritti umani presi di mira e imprigionati. L’Azerbaigian detiene attualmente la presidenza del Consiglio d’Europa e a maggior ragione ha l’obbligo di tener fede agli standard internazionali, di fermare la persecuzione e la repressione, e di rilasciare tutti i difensori dei diritti umani imprigionati.

Sabato, 9 agosto 2014
della Human Rights House Foundation (HRHF)
Nelle ultime due settimane, il governo azero ha proceduto all’arresto di leader della società civile del paese noti per le proprie posizioni critiche: l’attivista per i diritti umani Leyla Yunus, il marito Arif Yunus, coordinatore della campagna “Sing for Democracy”, il difensore dei diritti umani Rasul Jafarov e l’avvocato per i diritti umani Intigam Aliyev. Tutti sono stati arrestati con accuse simili (tra le altre cose, evasione fiscale, attività imprenditoriali illegali e abuso di autorità, in aggiunta alle accuse di tradimento a carico di Leyla Yunus).

Ciò che accomuna i quattro difensori dei diritti umani è il loro lavoro a favore dei prigionieri politici in Azerbaigian e per la sensibilizzazione al problema in ambito internazionale. Intigam Aliyev è uno dei pochi avvocati del paese che fornisce assistenza legale per cause politiche. Rasul Jafarov e Leyla Yunus lavorano instancabilmente al consolidamento di una lista di oltre 100 persone detenute per motivi politici, e l’8 agosto hanno emesso dal carcere un nuovo elenco.

In una lettera congiunta al presidente Ilham Aliyev del 5 agosto 2014, 64 ONG provenienti da 13 “Case dei Diritti Umani” hanno espresso la loro particolare preoccupazione per la salute di Leyla Yunus in carcere. Leyla Yunus soffre di diabete e ha bisogno di farmaci adeguati, nonché di organizzare i pasti in maniera precisa per tenere sotto controllo la malattia. Le ONG temono che le condizioni di detenzione avranno un effetto negativo sul suo stato di salute, poiché pare che a tutt’oggi non le venga fornita un’adeguata assistenza sanitaria.

Molte altre ONG sono sottoposte a indagini e hanno i conti bancari congelati. I leader delle ONG sono inseriti nelle liste riservate di persone cui è vietato recarsi all’estero, e potrebbero doversi presentare in udienza in qualsiasi momento.

Il 14 luglio il capo regionale della società civile Hasan Huseynli è stato condannato a 6 anni di reclusione. L’8 agosto 2014 la polizia ha perquisito gli uffici dell’Istituto per la Libertà e la Sicurezza dei Giornalisti (IRFS), una delle principali ONG che si occupano di diritti dei media nel paese. Il leader del gruppo, Emin Huseynov, è un noto difensore dei diritti umani riconosciuto a livello internazionale. La sentenza della Corte è stata emessa contro Emin Huseynov l’8 agosto con l’ingiunzione di presentarsi all’ufficio del Pubblico Ministero. Potrebbe pertanto essere arrestato in qualsiasi momento e ha bisogno urgente di protezione.

“Sappiamo che le accuse contro questi coraggiosi difensori dei diritti umani sono sostenute da motivi politici. Le autorità vogliono mettere a tacere chi cerca di far rispettare nel paese gli obblighi e gli impegni internazionali, in particolare nell’ambito del Consiglio d’Europa”, ha affermato Maria Dahle, direttore esecutivo della Human Rights House Foundation (HRHF).

L’Azerbaigian ha assunto la presidenza di turno del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa nel maggio 2014. A giugno 2014, quando il presidente azero Ilham Aliyev si è rivolto all’Assemblea parlamentare del Consiglio, Emin Huseynov, Rasul Jafarov e Intigam Aliyev hanno organizzato a Strasburgo un evento parallelo, criticando la situazione dei diritti umani in Azerbaigian. “Le autorità vogliono risultare impeccabili davanti alla comunità internazionale e pertanto stanno mettendo a tacere i critici. Questa ondata di repressione è legata alla presidenza azera del Consiglio d’Europa e alle rappresaglie invocate dalle autorità contro le voci critiche”, ha detto Maria Dahle.

L’ondata di repressione arriva dopo la condanna del 26 maggio di Anar Mammadli e Bashir Suleymanli, rispettivamente a 5 anni e 6 mesi e a 3 anni e 6 mesi di reclusione. Questi due difensori dei diritti umani sono i leader dell’unico gruppo indipendente che monitora le elezioni in Azerbaigian. Allo stesso tempo 8 attivisti del movimento giovanile non governativo NIDA sono stati condannati con l’accusa di teppismo, possesso di droga ed esplosivi, nonché intenzione di provocare disordine pubblico. Venerdì 4 luglio un altro attivista NIDA, Omar Mammadov, è stato condannato a 5 anni di reclusione con l’accusa di possesso di droga a scopo di vendita.

Esortiamo la comunità internazionale a reagire con urgenza al rapido deterioramento della situazione in Azerbaigian come ultima risorsa per proteggere i difensori dei diritti umani e chiediamo la liberazione degli arrestati. “La mancanza di azione da parte della comunità internazionale potrebbe significare il protrarsi, nelle prossime settimane, della repressione nei confronti della comunità indipendente del paese che difende i diritti umani. Il Consiglio d’Europa e il suo organo parlamentare non possono accettare e passare sotto silenzio questa rappresaglia”, ha aggiunto Maria Dahle.

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