Rapporto delle Nazioni Unite in occasione della Giornata Mondiale dei Rifugiati Uno fra 50 milioni

20.06.2014
Tradotto dal tedesco da Translators for Justice
Fonte: http://www.taz.de/!140738/

È dalla Seconda Guerra Mondiale che non si contavano in tutto il mondo così tanti rifugiati come oggi. Ad aumentare il numero ha contributo particolarmente la guerra in Siria.

Per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale si contano al mondo più di 50 milioni di rifugiati. In occasione della Giornata Mondiale dei Rifugiati, l’Agenzia delle Nazioni Unite specializzata nella gestione dei rifugiati (UNHCR) ha pubblicato il suo rapporto annuale, nel quale dichiara che alla fine del 2013 oltre 51,2 milioni di persone si trovavano in fuga, sei milioni in più rispetto all’anno precedente. Oltre l’86 per cento di questi si trova in paesi in via di sviluppo.

Questo aumento massiccio è effetto soprattutto della guerra in Siria. La guerra ha provocato 2,8 milioni di rifugiati e 6,5 milioni di sfollati. Nell’ultimo anno si è assistito ad un notevole incremento di fughe e sfollamenti anche in Africa. In totale, l’anno scorso ogni giorno 32.200 persone sono state costrette alla fuga, arrivando in un anno a 10,2 milioni, dei quali 8,2 all’interno del proprio paese.

I gruppi più consistenti di rifugiati assistiti dall’UNHCR provengono da Afghanistan, Siria e Somalia e insieme formano la metà del totale dei rifugiati in tutto il mondo. Il Pakistan, L’Iran e il Libano sono i paesi che hanno accolto il più alto numero di rifugiati.

“Gli enormi costi di una guerra a cui nessuno vuole mettere fine sono sotto gli occhi di tutti”, afferma António Guterres, Commissario per i rifugiati alle Nazioni Unite. “Sono necessarie soluzioni politiche. Senza di queste non si potrà fermare il numero allarmante di conflitti e la sofferenza delle persone celata dalle statistiche”.

Solo una minoranza dei rifugiati fa domanda di asilo: nell’ultimo anno sono stati 1,1 milioni di persone nei paesi industrializzati. In Germania, con 127.000 casi, si è raggiunto il più alto numero di domande di asilo.

33,3 milioni di sfollati
Nell’ultimo anno 64.300 siriani hanno fatto domanda di asilo in tutto il mondo. La Siria è stato il paese dal quale è partito il numero più alto di richieste nel 2013, seguita dalla Repubblica Democratica del Congo (60.400) e dalla Birmania (57.400).

L’anno scorso, 33,3 milioni di persone si sono trovate costrette a fuggire all’interno del proprio paese, anche questo un record. Si tratta anche del gruppo che ha registrato il maggior incremento, secondo il rapporto dell’UNHCR. L’organizzazione sottolinea che è particolarmente difficile aiutare gli sfollati perché molti di loro vivono in zone di conflitto difficilmente raggiungibili dagli aiuti e nelle quali, inoltre, mancano le norme internazionali a tutela dei rifugiati.

L’organizzazione tedesca Diakonie Katastrophenhilfe e la Caritas International, enti di soccorso cristiani, hanno esortato a non dimenticare la sofferenza e la situazione di emergenza delle persone bisognose di aiuto nel Medio Oriente. “Il conflitto sanguinoso in Siria, che negli ultimi giorni ha coinvolto anche l’Iraq, è la catastrofe umanitaria più grande degli ultimi dieci anni. Ogni giorno aumenta il numero delle vittime, dei feriti e delle persone traumatizzate”, ha comunicato il presidente della Commissione Migrazione della Conferenza Episcopale tedesca, il vescovo Norbert Trelle.

Amnesty chiede tutela
“Nel quarto anno di guerra, nonostante le notizie diffuse tramite la stampa, si corre il rischio di perdere di vista la situazione di emergenza delle popolazioni colpite. Sembra che ci stiamo abituando alla sofferenza. Ma voltarsi dall’altra parte non è una soluzione.”

Amnesty International ha chiesto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di impegnarsi in modo più deciso per la tutela dei civili. “Il fallimento del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha avuto come conseguenza la più grande crisi mondiale di rifugiati. È ora che faccia intervenire la Corte Penale Internazionale”, dice Selmin Çalışkan, Segretario Generale di Amnesty International in Germania. “La tutela dei civili deve essere la priorità del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.”

Sembra che il Consiglio sia inattivo, se si guarda alle crisi nel Sudan meridionale, nella Repubblica Centrafricana e in Iraq. Lealismi politici, indifferenza e interessi privati ostacolano la tutela delle persone. “Mentre gli stati membri bloccano le soluzioni per interessi di potere, le persone muoiono o sono costrette a fuggire”, ha concluso Çalışkan.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s