Che ne è dei diritti dei migranti minorenni privi di documenti?

15.11.2013
Tradotto dall’inglese da Translators for Justice
Fonte: http://newint.org/blog/2013/11/15/undocumented-migrant-children-europe/

Di Michele LeVoy

Gli immigrati minorenni privi di documenti sono triplicemente vulnerabili: in quanto minorenni, in quanto migranti e in quanto irregolari.

In molti Stati membri dell’UE è in atto una pericolosa tendenza a dare priorità ai controlli per l’immigrazione piuttosto che ai diritti dei minori privi di documenti e delle loro famiglie. I diritti dei minori vengono perlopiù ignorati dalle politiche e dalle pratiche dell’immigrazione, con una scarsa considerazione sistematica degli effetti che tali politiche hanno su di loro. Stiamo parlando di tutti quei casi nei quali le autorità decidono di garantire o di rifiutare il conferimento dello status di legalità, di incarcerare, deportare o limitare l’accesso ai servizi essenziali quali l’istruzione e il servizio sanitario.

Al contempo, in molti Stati, i minori privi di documenti non vengono presi in considerazione nelle politiche pubbliche e nei servizi; anzi, talvolta ne sono addirittura esclusi, con la conseguenza che i minori vengono spesso privati dei diritti fondamentali, per ritrovarsi abbandonati in situazioni precarie ad affrontare povertà ed esclusione, con effetti a lungo termine devastanti per la loro salute, il loro benessere e il loro sviluppo.

In un’audizione pubblica tenutasi il 14 novembre 2013 al Parlamento Europeo, l’ONG PICUM (sigla inglese per: Piattaforma per la Cooperazione Internazionale sui Migranti Privi di Documenti) insieme all’europarlamentare francese Nathalie Griesbeck, rappresentante del Group of the Alliance of Liberals and Democrats for Europe (ALDE), ha esortato le istituzioni europee a garantire i diritti dei minori immigrati ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Infanzia, a ottemperare ai propri obblighi legali e ad offrire agli immigranti di età inferiore a 18 anni protezione e accesso a diritti e servizi fondamentali. Le istituzioni europee sono state inoltre sollecitate ad abolire la detenzione amministrativa per gli stranieri.

Durante l’audizione, Griesback ha inoltre osservato che: “La situazione in cui versano attualmente i minori privi di documenti nell’Unione Europea e i divari esistenti tra le legislazioni nazionali ed europee in materia vanno affrontati con urgenza mediante misure concrete e mirate volte a garantire il rispetto dei diritti dei minori. Sono due, inoltre, i principi chiave che vanno considerati quando ci si occupa di minori immigrati privi di documenti: in primo luogo, che si tratta innanzitutto di minori e, in secondo luogo, che agire nel loro migliore interesse dovrebbe essere il principio cardine alla base di ogni azione che li riguarda”.

Il Comitato Europeo dei Diritti Sociali (CEDS) sovrintende all’applicazione della Carta Sociale Europea. Secondo Petros Stangos, vicepresidente del Comitato, si tratta “dell’unico organismo giurisdizionale europeo che ha svolto finora un’incisiva funzione di controllo sulle violazioni dei diritti sociali fondamentali, quali il diritto di protezione contro la condizione di senzatetto e il diritto all’istruzione e all’assistenza sanitaria, commessi dagli Stati europei nei confronti dei minori di cui ci occupiamo in questa sede”.

Il Comitato ha emesso decisioni chiave in materia di diritti sociali per i minori privi di documenti e ha stabilito che determinati diritti sono talmente connessi alla dignità dell’uomo che, negarli sulla base dello status di residenza, andrebbe contro la Carta Sociale Europea, un valido strumento per la tutela dei diritti dell’uomo. Il Comitato ha inoltre accertato che finora, in almeno quattro casi distinti, i governi avrebbero dovuto rispettare e garantire i diritti ai minori privi di documenti nelle loro giurisdizioni. “Tra il 2004 e il 2012, quattro sono state le decisioni adottate in seguito alle denunce di ONG europee nei confronti di alcuni Stati europei (Belgio, Paesi Bassi, due volte contro la Francia)”, ha dichiarato Stangos.

In tutta Europa si verificano ancora casi di detenzione amministrativa di minori per ragioni legate all’immigrazione, nonostante la detenzione costituisca una diretta violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Infanzia. La convenzione, ratificata da tutti gli Stati membri dell’Unione, comporta per questi degli obblighi legali.

Attingendo ad esempi di buona prassi, i membri del Comitato, durante l’audizione, hanno invitato l’UE a metter fine alla detenzione amministrativa per gli immigranti minorenni e a seguire le raccomandazioni del Comitato sui Diritti dell’Infanzia, in quanto la detenzione non rientra in nessun caso nel miglior interesse del minore.

Sia le organizzazioni sia i politici UE responsabili delle decisioni in materia hanno ribadito, nel dibattito tenutosi il 14 novembre, che, ai minori, l’accesso alla giustizia non può essere assolutamente negato per cause legate allo status di residenza degli stessi o a quello delle loro famiglie. La proposta chiave da attuare al più presto è quella di separare nettamente il controllo dell’immigrazione dall’accesso a servizi, protezione e giustizia, inserendo inoltre, per gli enti che offrono i suddetti servizi e le autorità per il controllo dell’immigrazione, il divieto di condividere informazioni sensibili. L’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali ha elaborato delle linee guida per gli Stati membri che consentano ai migranti privi di documenti di accedere ai servizi sanitari o all’istruzione senza temere controlli dell’immigrazione.

I partecipanti hanno concluso che l’UE ha urgente bisogno di risolvere le lacune in materia di protezione dei minori che si riscontrano nelle legislazioni e nelle politiche attuali, per garantire così il rispetto dei diritti dei minori in tutte le decisioni che concernono gli immigrati minorenni privi di documenti. Si è inoltre concordato che l’UE debba promuovere una maggiore consapevolezza nonché uno scambio di interventi positivi che garantiscano la protezione dei loro diritti, prima e innanzitutto in quanto minori.

Per leggere il comunicato stampa originale cliccare qui.

È disponibile inoltre l’opuscolo: “I minori prima di tutto. Una guida per fare valere i diritti delle famiglie e dei minori in situazioni migratorie irregolari”, risultato di un progetto PICUM della durata di due anni, intitolato “Costruire strategie per migliorare la protezione dei minori privi di documenti in Europa”.

Per guardare un documentario sulla realtà dei minori privi di documenti e delle loro famiglie in Europa, cliccare qui.

PICUM è un’organizzazione non governativa (ONG) che mira a promuovere il rispetto per i diritti umani dei migranti privi di documenti in Europa.

Michele LeVoy è il direttore di PICUM.

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