Violazione del campus dell’Università tecnica del Medio Oriente (ODTÜ) il giorno 18 ottobre 2013. Dichiarazione dell’Ufficio del Rettore.

19.10.2013
Tradotto dal turco da Translators for Justice
Fonte: http://www.metu.edu.tr/tr/18-ekim-2013-odtu-yerleskesine-yapilan-mudahale-ile-ilgili-rektorluk-aciklamasi

La presente dichiarazione si rende necessaria in risposta alle diffuse preoccupazioni dello staff, della stampa e della comunità in seguito alla violazione del nostro campus da parte del Comune di Ankara nella notte del 18 ottobre 2013.

Il 2 ottobre 2013 l’università era stata informata via fax che il Ministero dell’Ambiente e della Pianificazione Urbanistica aveva approvato il Piano di Conservazione e Sviluppo. Tuttavia, il piano, che non era allegato al fax, ci è giunto solo venerdì 11 ottobre 2013. Le autorità, contrariamente alle dichiarazioni rilasciate precedentemente alla stampa, avevano modificato in alcuni aspetti il piano proposto dall’università. Secondo le direttive, l’università avrebbe avuto tempo fino al 4 novembre 2013 per presentare eventuali obiezioni.

Lo stesso giorno in cui l’università ha ricevuto il piano (11 ottobre), abbiamo contattato il Ministero, il Comune e le autorità statali per informarli della nostra intenzione di disapprovarlo; abbiamo chiesto, inoltre, che non si avviassero i lavori durante l’intera fase del ricorso. Il direttore dei Servizi Tecnici del Comune di Ankara (ABB) e il direttore della Pianificazione Urbanistica e Sviluppo ci hanno assicurato verbalmente che non avrebbero iniziato i lavori prima di aver contattato l’università. Lo stesso giorno abbiamo avvertito per iscritto il comune di Ankara che nessuna attività sarebbe cominciata prima della fine del processo di ricorso.

Nonostante le suddette garanzie, nella notte del 18 ottobre 2013, inaspettatamente e senza attendere la fine del ricorso, il Comune di Ankara ha dato inizio alle attività. Alle ore 21:15, pesanti macchine da costruzione del Comune di Ankara, squadre di operai e personale sono entrati nel campus senza permesso e hanno cominciato a estirpare la siepe nell’area del 100 Yıl Öğretmenler Bulvarı. Il personale di sicurezza dell’università li ha avvertiti di non violare il campus e ha tentato di fermarli, ma non è riuscito nel tentativo di fronte ai camion, ai macchinari e al personale del Comune.

La stazione locale della polizia 10 Nisan è stata informata più volte telefonicamente circa la violazione del campus e la rimozione illegale di alberi appartenenti all’università. Abbiamo inviato anche un appello in forma scritta, ma la polizia non lo ha accettato e pertanto non ha nemmeno agito. Contemporaneamente abbiamo comunicato ciò che stava illegittimamente accadendo al Capo della Squadra Edile Comunale, che in egual modo ha rifiutato di accettare la notifica scritta.

Appelli scritti sono stati fatti anche al governatore dell’ufficio di Ankara, alla direzione della polizia provinciale e al comune di Ankara affinché venissero interrotte le azioni in corso. Abbiamo contattato personalmente il governatore per telefono per informarlo della violazione e chiedergli di interromperla. Le squadre del comune sono tuttavia rimaste nel campus fino alle 6:30.

La mattina del 19 ottobre ci siamo resi conto che tutti i 3000 alberi che costeggiavano il percorso interno del campus erano stati sradicati. Di questi, 600 pini dovevano essere trapiantati. Non sappiamo come siano stati rimossi, ma chiaramente non è possibile trapiantare 600 alberi in una notte.
L’università ÖDTU si è impegnata per trovare una soluzione legale al problema della costruzione della strada. In risposta è stata fatta irruzione nel campus, di notte e senza aspettare la fine del processo legale relativo al Piano di Conservazione e Sviluppo; la costruzione è cominciata illegittimamente e gli alberi, di proprietà dell’università, sono stati distrutti.

Intraprenderemo tutte le azioni legali necessarie contro questa violazione. La nostra università condanna fermamente un comportamento di questo tipo, inaccettabile moralmente e legalmente da parte di una pubblica amministrazione responsabile e ben intenzionata.

19.10.2013

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